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Al suo interno, il palazzo conserva stanze a soffitti lignei o a stucchi e dipinti e meravigliosi affreschi. Al primo piano, con ingresso a via Malpaga 17 (apertura interna con stemma a stucco dei Bortolazzi, sul retro grande conchiglia pure a stucco) ha sede la SOSAT (Sezione Operaia della SAT). Il portale di ingresso della sede sosatina è schiettamente rinascimentale, scolpito a rosette. Il salone centrale della sede è fittamente dipinto a motivi architettonici prospettici, simbologici (astrolabi, mappamondi, emblemi delle arti, della guerra), araldici (fra cui gli stemmi dei Bortolazzi e dei d'Arco), esotici ( teste di orientali), nature morte, drappeggi. Al centro della volte a botte scena mitologica con personaggi musicanti(mandolino e cetra). Fra i fantasiosi portali marmorei barocchi laterali sono figurante in cinque riquadri (tre a sinistra e due a destra) incorniciati da finti stucchi, le proprietà e le residenze di ville extraurbane dei Bortolazzi. Sono riconoscibili l'Acquaviva, Vattaro, Pantè di Povo, forse Spini e Lamar di Gardolo. La fastosa decorazione pittorica barocca è attribuita a Carlo Spaventi e alla figlia Domenica. La volta della sala vicina (lato est) è doviziosamente adornata da stucchi e dipinti. Fa le grandi cariatidi, nelle sedici lunette e nei tredici riquadri soprastanti, sono incastonate altrettante tele (ne mancano tre rubate). Al centro del pavimento di massetto alla veneziana, è raffigurato un pavone. Il pavimento della sala attigua è ligneo con intarsi floreali. Nella sala del Coro della SOSAT, grande caminetto marmoreo, la cappa di stucco è fregiata dallo stemma dei Bortolazzi. Nella sala della Direzione della SOSAT, pavimento ligneo ad intarsi fitoformi, soffitto a stucchi, sono custoditi la coppia del grande trittico "La leggenda di Orfeo" di Luigi Bonazza (1905), di proprietà della SOSAT.






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